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Cosa ci unisce
“dal Colmetto agli Strienghi” è una libera associazione fondata nel 2001 da un gruppo di appassionati frequentatori di Carcoforo con in comune la grande voglia di ritrovarsi in questa piccola gemma incastonata in fondo ad una lussurreggiante vallata del gruppo del Monte Rosa e con il desiderio di conservarne e valorizzarne tradizioni ed identità.
Questa denominazione descrittiva ha voluto localizzare il territorio con un percorso che ne racchiudesse il punto di partenza e quello di arrivo di un grande abbraccio ideale, dall'alpe del Colmetto al colle degli Strienghi, due luoghi reali ed ideali al contempo poiché rappresentano due estremi significativi all'interno della conca.
Ed è proprio con questo percorso durato una giornata intera ed una staffetta di più di 30 persone che si è suggellato nel 2003 questo vincolo di amicizia teso a condividere e ad apprezzare i grandi piaceri offerti dalla frequentazione di questa valle.
In comune abbiamo la storica più che quarantennale frequentazione di Carcoforo dalla nascita di ognuno di noi, sviluppatasi in amicizie infantili ed adolescenziali per poi ritrovarci adulti e genitori a voler passare ai nostri figli il testimone della passione per il paese, per le sue genti e per i suoi luoghi sempre suggestivi e sempre nuovi, carichi di quelle tradizioni e di quella storia che ne affonda le origini, per molti versi ancora misteriosa, nel medio evo e nella cultura Walser.
Alcuni di noi hanno radici profonde nella storia del paese, condividendo con gli abitanti
antichi progenitori, altri hanno naturalizzato la propria presenza grazie a genitori o nonni frequentatori della zona già quando inerpicarsi sulle antiche carrozzabili costituiva più un rischio che un vero piacere, ma tutti quanti abbiamo impresso nel nostro spirito un grande senso di appartenenza a questi luoghi che rappresentano ormai il nostro rifugio dal caos cittadino, dallo stress lavorativo e dai problemi quotidiani.
La montagna
Chi può sottrarsi al fascino, al magnetismo che esercita una montagna vista da lontano in una giornata tersa dal vento? Chi può resistere al richiamo di una gita fino a quel colle già visitato tante altre volte ma che ti rivela ogni volta una sensazione nuova? Chi è mai riuscito a volgere lo sguardo altrove quando in cima al crinale si affaccia la camozza con il suo piccolo o quando senti fischiare sopra di te l'aquila in cerca della sua preda?
Queste ed altre sono le domande che ci poniamo e che ci accomunano nel piacere di ripercorrere più e più volte gli stessi sentieri che non sono mai gli stessi perchè quest'anno c'è più neve di tre anni fa e perchè in quella lama di torrente ho visto una trota come non se ne vedevano da anni oppure perchè su quel colle c'è un incontro con i valligiani del paese vicino.
Condividere queste sensazioni ti porta a tornare ogni volta sempre lì per riprovarne il piacere e per trovarne uno nuovo, sapendo che gli altri, senza chiedertene il perchè, provano le tue stesse emozioni.
Le tradizioni
Quello che ci consente di sentirci parte di una comunità è la consapevolezza del fatto che altri prima di noi hanno costruito “cose” destinate a superare la propria esistenza e che costituiranno nel tempo oggetto di ammirazione e di perpetuazione a motivo dello stupore che suscitano con la loro bellezza ed armonia. Queste “cose” , non necessariamente materiali perchè includono modi d'essere o di pensare, quando raggiungono l'eccellenza costituiscono le tradizioni che ognuno di noi ha la fierezza di voler ammirare e proteggere dall'oblìo che la modernità troppo facilmente tende sopra “cose” difficilmente consumabili.
La storia delle nostre valli è densa di tali bellezze, che vanno dalla tradizione architettonica montana fatta col rigoroso uso dei frutti della montagna, la pietra ed il legno, al geloso mantenimento degli abiti della nonna costruiti faticosamnete nelle lunghe e fredde giornate invernali, in attesa di poterli orgogliosamente indossasre durante le feste, alle capacità di scolpire il legno, di produrre un prelibato formaggio od un violino di capra.
Il rispetto per tutto ciò di meglio che è stato fatto in passato dai nostri antenati, unito al desiderio di voler fare noi stessi qualcosa per cui verremo ricordati in un lontano futuro quantomeno per aver cercato di mantenere vive le migliori tradizioni della valle, è quanto ci auspichiamo di riuscire a trasmettere.